Dati di produzione

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Un’Alfetta di preserie sorpresa all’interno della fabbrica di Arese. (foto tratta da Quattroruote di maggio 1972)

L’Alfetta rappresenta un ottimo successo commerciale per l’Alfa Romeo. Apprezzata dalla tradizionale clientela, che trova in questa automobile valide ragioni per restare fedele alla Casa di Arese, conquista molti nuovi clienti strappandoli alla concorrenza.
Purtroppo non sono disponibili i dati annui di produzione, ma analizzando i numeri complessivi delle unità prodotte serie per serie, si riesce ugualmente a trarre interessanti considerazioni. Tramite i link a fondo pagina si possono visualizzare le tabelle e i grafici con i dati e le statistiche.
Scontata la netta prevalenza della berlina sulla coupé, vettura di nicchia oltretutto prodotta in un periodo poco favorevole per questo tipo di auto, emerge innanzitutto che i volumi di vendita si sono mantenuti significativi fino alla fine della produzione. Anche le ultime serie fanno segnare numeri consistenti; da rimarcare il successo della berlina edizione 83, presentata dopo 11 anni dall’avvio della produzione e rimasta a catalogo per meno di un anno e mezzo.
Nessuna versione resta a catalogo per tutti gli anni della produzione: per poter determinare quali sono nella realtà le preferenze degli acquirenti dell’Alfetta occorre quindi fare riferimento sia ai numeri di produzione, sia alla ripartizione percentuale della produzione per singolo modello.
Le preferenze della clientela si indirizzano in primo luogo verso i modelli con i motori più potenti, una scelta logica considerando l’immagine prestazionale dell’Alfetta: le 1800 all’inizio e in seguito i modelli di due litri. Notevoli i numeri della costosa GTV 6 2.5, la più venduta tra le coupé della seconda serie; peccato che nel nostro Paese l’assurda pressione fiscale ne blocchi il successo, relegandola al ruolo di vettura per facoltosi appassionati. Netta invece la flessione della GTV 2.0 a partire dall’edizione 80.
Le berlina 1600 ottiene inizialmente un ottima accoglienza, arrivando quasi ad eguagliare la coeva 1.8 edizione 75. In seguito la richiesta diminuisce considerevolmente, soprattutto a causa della concorrenza interna della Giulietta, identica per meccanica e prestazioni e ben più moderna nell’estetica, poco avvedutamente mantenuta invariata nelle Alfetta 1.6 e 1.8 edizione 77. La tardiva unificazione al corpo vettura “lungo” della 2.0, adottata con l’edizione 82, non è sufficiente a risollevarne le sorti. Discorso analogo per la 1.8, cannibalizzata in maniera ancor più evidente, dapprima dall’Alfetta 2.0 e poi anche dai modelli top della Giulietta.
Grazie all’eccellente successo iniziale, quando rappresenta il vertice di gamma, il motore 1800 risulta comunque il più gettonato tra le berline, sia pur di misura rispetto al “due litri”; tra le coupé, invece, sono le versioni 2000 ad essere le più prodotte; poco considerata fin da subito la GT 1.6.
Ottime anche le performance dei modelli a gasolio; i numeri a prima vista possono sembrare ridotti rispetto alle versioni a benzina, ma va considerato che il mercato di inizio anni Ottanta è molto meno favorevole al diesel rispetto a quello odierno.
Per quanto riguarda gli stabilimenti di produzione, tra il 1973 e il 1985 alcune decine di migliaia di automobili (purtroppo non sono disponibili i numeri precisi) sono costruite all’estero. Il grosso della produzione è localizzato in Sudafrica: lo stabilimento di Brits sforna diverse versioni dell’Alfetta, sia berlina che coupé, con oltre il 60% delle componenti prodotto in loco, come richiesto dalla normativa fiscale sudafricana per ottenere l’esenzione dai dazi doganali; alcune di queste vetture sono esportate in altri Paesi dell’Africa e in Oceania. Poche migliaia di Alfetta 2.0 berlina sono assemblate in Thailandia e Malesia utilizzando i kit CKD (completely knocked down = completamente smontate) e SKD (semi completely knocked down = parzialmente assemblate) inviati da Arese.

Tabelle riassuntive e grafici

L’evoluzione della gamma Alfetta
I dati di produzione delle berline
I dati di produzione delle coupé
– I grafici della ripartizione della produzione totale
– I grafici della ripartizione della produzione delle berline
I grafici della ripartizione della produzione delle coupé


2 Commenti

symon

aprile 8, 2016at 4:50 pm

Capitolo molto ben fatto ed oltremodo interessante …

alfetta

aprile 8, 2016at 6:26 pm

Grazie!

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