Le Alfetta a tiratura limitata

L’Alfetta è stata proposta in parecchie serie a tiratura limitata, derivate sia dalla berlina che dalla coupé; la maggior parte di esse non sono state vendute ufficialmente in Italia. Le differenze rispetto ai modelli di derivazione sono solo estetiche e di equipaggiamento; nessuna ha numeri di telaio specifici e molte nemmeno una numerazione propria, per cui risulta difficile ricostruire il numero di esemplari prodotti.

Alfetta GT Mario Andretti Limited Edition (USA 1976)
Mario Andretti, testimonial dell’Alfa Romeo in America, ha dato il nome alla prima serie speciale dell’Alfetta GT, realizzata in 150 esemplari numerati. La carrozzeria, disponibile in bianco, nero e argento metallizzato, si caratterizza per le sottili decal con i colori della bandiera italiana lungo la linea di cintura, le fasce nere con scritta Alfa Romeo nella parte bassa delle fiancate, la riproduzione della firma di Andretti sui parafanghi, i montanti centrali in nero opaco e un piccolo spoiler in tinta vettura sul labbro del portellone; i cerchi in lega sono montati in serie. All’interno, la console centrale ha un disegno specifico; il volante è un Momo in pelle; sul lato destro del cruscotto vi è una targhetta con la firma di Andretti e il numero dell’esemplare. Modificato l’assetto, con ammortizzatori Koni.

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Un’Alfetta GT Mario Andretti Limited Edition. Le griglie laterali con la scritta “GTV” sono state aggiunte dal proprietario. (foto reperita in rete; tutti i diritti riservati all’autore)

Alfetta 1.6 GTS e 2000 GTV/SE (Gran Bretagna 1978)
Sono caratterizzate dalla dotazione di serie più ricca. La GTS monta di serie: tetto apribile scorrevole in tela, anelli cromati sui cerchi in acciaio, fari antinebbia e retronebbia Bosch, profilo in gomma lungo la linea di cintura, terminale di scarico cromato e tergilavalunotto Bosch. La GTV SE aggiunge a questa dotazione i cerchi in lega Campagnolo (gli stessi della Sprint Veloce USA), radio – mangianastri stereo Blaupunkt Coburg con antenna sul tetto e vetri elettrici Servoglide. Il tetto apribile è scorrevole in metallo (di produzione Hollandia) anziché in tela e il profilo sulla fiancata è più spesso. Da rimarcare il fatto che la GTV/SE dispone già del motore da 130 CV, montato qualche mese più tardi sulle GTV normali. Il numero di esemplari prodotti non è noto.

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L’Alfetta GTS 1.6 in un’immagine ufficiale.

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L’Alfetta 2000 GTV/SE in un’immagine ufficiale.

Sprint Veloce Mille Miglia (USA 1978)
Si caratterizza principalmente per lo strano spoiler posteriore applicato al portellone e per i loghi “Alfa Romeo – Mille Miglia” sui parafanghi anteriori e sul cruscotto; inoltre due piccoli stemmi con il Quadrifoglio sono collocati sulle griglie di uscita dell’aria posteriori. L’equipaggiamento di serie è molto ricco: cerchi in lega Ronal, fendinebbia, specchio destro, lavatergilunotto, tetto apribile, radio mangianastri stereo, aria condizionata e orologio digitale; nessuna modifica meccanica. La vettura è presentata da Phil Hill, grande amico di Carlo Chiti, che dopo il ritiro dalle corse ha intrapreso tra l’altro la carriera di giornalista per Road & Track. Numero di unità prodotte non noto.

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La pubblicità della Sprint Veloce Mille Miglia, con la presentazione di Phil Hill.

Alfetta 2000 GTV Strada (Gran Bretagna 1979)
La GTV Strada riprende l’allestimento della precedente SE, però con cerchi in lega Millerighe e profilo protettivo sulla fiancata collocato all’altezza dei paraurti. Di serie fari antinebbia e retronebbia, tetto apribile, tergilunotto e radio – mangianastri stereo. Sopra il gruppo ottico anteriore sinistro è collocata una piccola scritta adesiva “strada” in colore contrastante con quello della carrozzeria. Il numero di esemplari prodotti non è noto.

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La copertina del catalogo dell’Alfetta GTV Strada.

Sprint Velocissima (USA 1979)
Disponibile solo in nero, ha una caratterizzazione esterna piuttosto vistosa: parafanghi allargati in plastica, doppio spoiler posteriore (sulla sommità e sul bordo inferiore del portellone, quest’ultimo identico a quello della Mille Miglia dell’anno precedente) e stemmi con il Quadrifoglio sulle griglie posteriori di uscita dell’aria; di serie i cerchi in lega Momo e lo specchio destro. Nonostante il nome che lascia intendere prestazioni migliorate, non vi è nessuna modifica alla meccanica. Anche in questo caso non è noto il numero degli esemplari realizzati.

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Una Sprint Velocissima. (foto reperita in rete; tutti i diritti riservati all’autore)

Alfetta 2000 Trintignant (Francia 1981)
Basata sull’Alfetta 2000 L, prende il nome dal celebre attore Jean-Louis Trintignant, grande appassionato di auto e fratello del pilota Maurice. Riprende alcuni particolari dell’Alfetta LI America (frontale a quattro fari e profili sulle fiancate) e monta di serie tetto apribile, specchio destro e cerchi in lega “Millerighe”. Sui parafanghi anteriori è posta la scritta “Alfetta 2000 Trintignant”. Non è noto il numero di esemplari prodotti.

La foto ufficiale della presentazione con Jean-Louis Trintignant. L’attore firma anche lo slogan.

Alfetta “2000” (Gran Bretagna 1981)
Basata anch’essa sull’Alfetta 2000 L, è prodotta unicamente nell’esclusivo colore blu petrolio metallizzato. Riprende qualche particolare della Sport Sedan USA (cerchi in lega Campagnolo, profilo in gomma lungo la linea di cintura, profili cromati sui parafanghi) e dispone di una dotazione di serie molto ricca: fari antinebbia, tetto apribile, vetri elettrici, radio – mangianastri stereo. Sul cofano del bagagliaio è posta la scritta “2000” anziché “Alfetta 2.0”. Numero di esemplari non noto.

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Due immagini tratte dal catalogo della “2000”.

Alfetta 2000 L Extra Confort (Italia 1981)
Commercializzata nell’estate del 1981, offre di serie ad un prezzo vantaggioso il condizionatore e i cerchi in lega. È prodotta in 2500 esemplari non numerati.

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Nel riquadro, gli unici segni distintivi rispetto alla normale Alfetta 2000 L, spesso eliminati dai clienti: la targhetta “ec” vicino alla scritta sul cofano del baule e l’adesivo “Aria condizionata” sul lunotto.

GTV 2.0 Grand Prix (Europa 1981)
Presentata nel novembre 1981, ha una caratterizzazione estetica molto vistosa: verniciatura rosso Alfa con bande adesive nere, paraurti, spoiler anteriore e guscio dello specchio esterno in tinta con la carrozzeria, cerchi in lega Campagnolo da 15 pollici con parte centrale nera; all’interno la moquette è rossa e i sedili sono rivestiti in tessuto nero e grigio. Una targhetta sul coperchio del vano portaoggetti indica il numero dell’esemplare. La Grand Prix introduce alcune modifiche meccaniche (accensione elettronica e nuovi rapporti della trasmissione), anticipando l’edizione 82 delle GTV introdotta qualche mese più tardi. In totale sono realizzati 650 esemplari, di cui 400 riservati all’Italia.

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La foto ufficiale della presentazione della GTV 2.0 Grand Prix ambientata sul circuito di Monza.

Alfetta II SL (Gran Bretagna 1982)
Derivata dalla berlina 2.0 edizione 82, presenta un’estetica molto vistosa: mascherina a quattro fari tondi tipo Quadrifoglio Oro (non venduta in Gran Bretagna); verniciatura bicolore argento/marrone metallizzato; cerchi in lega color oro; spoiler anteriore e posteriore. All’interno, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori e chiusura centralizzata di serie. Il numero di esemplari prodotti non è noto.

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L’Alfetta II SL (immagini tratte dal catalogo ufficiale)

GTV 6 Balocco Special Edition (USA 1982)
Riservata al mercato americano, prende il nome dalla celebre pista di collaudo dell’Alfa Romeo. Disponibile unicamente nel colore rosso Alfa con strisce adesive nere sulle fiancate, è equipaggiata con cerchi in lega Campagnolo con parte centrale nera, tetto apribile e targhette “Balocco” sotto le uscite dell’aria sui montanti posteriori. All’interno, la moquette è rossa; i sedili sono rivestiti in pelle nera con cuciture rosse. Sul coperchio del cassetto portaoggetti è apposta una targhetta con il numero dell’esemplare. In totale sono prodotte 350 vetture.

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La foto della copertina del catalogo della GTV 6 Balocco.

GTV 2.0 e GTV 6 2.5 Production (Francia 1983)
Nata per celebrare la vittoria nel Campionato “Produzione” del 1983, è prodotta nei colori rosso Alfa e grigio antracite metallizzato, con fasce adesive in colore contrastante. La carrozzeria monta il body kit aerodinamico dello specialista Stand 21, cerchi in lega Gotti scomponibili da 15 pollici e una targhetta con il numero dell’esemplare sulle fiancate. All’interno, volante in pelle e una targhetta sul coperchio del vano portaoggetti con le firme dei piloti Alain Cudini e Dany Snobeck. Ne sono realizzati 300 esemplari, allestiti direttamente dall’importatore francese.

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Una GTV 6 2.5 Production.  (Si ringrazia il sito WWW.GTV6-156GTA.BE)

GTV 6 2.5 Monaco (Francia 1983)
All’esterno solo la targhetta con il logo “Monaco” apposta sui cofani e sulle fiancate permette di distinguerla dalle normali GTV 6. L’interno presenta volante, pomello del cambio, sedili e pannelli porta in pelle; alcuni esemplari hanno anche il cruscotto rivestito in pelle e un impianto stereo Blaupunkt New York con amplificatore separato. Di serie il tetto apribile, in acciaio su alcune vetture e in vetro su altre. Non è noto il numero degli esemplari prodotti.

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Una GTV 6 2.5 Monaco. (Si ringrazia il sito WWW.GTV6-156GTA.BE)

GTV 6 2.5 Andalusia, Playboy e Comp T/A (Australia 1983 e 1984)
Tre serie speciali realizzate in pochissimi esemplari dall’importatore australiano. L’Andalusia, presentata nel 1983, prende il nome dalla celebre razza di cavalli bianchi e si caratterizza per la carrozzeria interamente di quel colore. Le modifiche al corpo vettura consistono nella mascherina senza feritoie, con le palpebre che coprono i fari anteriori, e negli scudi paraurti (l’anteriore ingloba i fendinebbia), codolini sui parafanghi e minigonne laterali raccordati tra loro. I cerchi in lega sono di produzione Compomotive, con canale cromato e parte centrale bianca. All’interno, sedili Recaro in pelle, volante Momo in pelle e impianto stereo con 4 altoparlanti.

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La GTV 6 2.5 Andalusia in una foto ufficiale Alfa Romeo Australia.

La Playboy è presentata nell’autunno 1983 e prende il nome dall’omonima rivista. Il frontale ha la stessa mascherina con fari carenati della Andalusia, ma di colore nero; sui parafanghi e sul frontale sono applicati i coniglietti simbolo della rivista. I cerchi in lega, con disegno a raggi incrociati, hanno la parte centrale nel colore della carrozzeria. All’interno, sedili in pelle e impianto stereo con 4 altoparlanti.
La Comp T/A è stata realizzata nel 1984 in collaborazione con la BF Goodrich, fornitrice dei pneumatici che danno il nome alla vettura. La caratterizzazione estetica è limitata alle fasce adesive sulla fiancata e sul bordo del portellone.

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A sinistra la GTV 6 2.5 Playboy; a destra la GTV 6 2.5 Comp T/A. (foto ufficiali Alfa Romeo Australia)

GTV 6 2.5 Grand Prix (Germania 1984; Belgio, Olanda, Svezia, Svizzera e Australia 1985)
La prima Grand Prix su base GTV 6 appare in Germania nel 1984. Disponibile in tre colori (rosso, argento e nero metallizzato), monta cerchi in lega Rial 7 x 15 con pneumatici 225/50 VR 15, assetto ribassato, fari antinebbia e doppi specchi a regolazione elettrica. Paraurti, mascherina e griglie sul cofano sono verniciati nel colore della carrozzeria. All’interno, la dotazione prevede volante in pelle di disegno specifico, console centrale rivestita in pelle con termometro della temperatura esterna ed interna, termometro olio, portacassette e chiusura centralizzata. Solo 100 gli esemplari prodotti.

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Un’immagine della GTV 6 Grand Prix per il mercato tedesco tratta dal catalogo ufficiale.

L’anno seguente in Belgio, Olanda, Svezia, Svizzera e Australia viene commercializzata una serie speciale omonima ma con un allestimento diverso. Disponibile in tre colori (rosso, argento e nero metallizzato), monta un body kit realizzato dalla Rayton Fissore. Il kit comprende paraurti più avvolgenti (quello anteriore ingloba i fendinebbia), minigonne laterali e codolini sui parafanghi (il tutto verniciato nel colore della carrozzeria, così come la mascherina), lo spoiler posteriore in gomma nera, fascia adesiva in colore contrastante sulle fiancate con scritta Grand Prix, targhette Rayton Fissore sulle minigonne e cerchi in lega Speedline uguali a quelli dell’Alfa 90. La trasformazione è molto riuscita e avrebbe meritato una diffusione maggiore rispetto agli 800 esemplari prodotti.

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Un’immagine della GTV 6 Grand Prix “seconda maniera”. (foto ufficiale Alfa Romeo)

GTV 6 2.5 Maratona (USA 1985)
Il primo lotto di Maratona differisce dalla GTV 6 di serie unicamente per il body kit aerodinamico, comprendente spoiler anteriore con fendinebbia, parafanghi allargati e minigonne laterali, e per i cerchi in lega Speedline con pneumatici Michelin TRX 200/60-365. A questa prima serie, della quale non è noto il numero di esemplari realizzati, ne segue una seconda, allestita dallo specialista americano Autovolante ed equipaggiata anche con tetto apribile metallico, griglia parasole sul lunotto e volante in legno. Di questa seconda edizione della Maratona sono prodotti 150 esemplari.

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Una foto tratta dal catalogo della GTV 6 Maratona.


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