Le Alfetta in divisa

Dalla fine del 1972 sino alla seconda metà degli anni Ottanta, l’Alfetta berlina costituisce una delle colonne portanti degli autoparchi delle nostre forze dell’ordine, grazie alle sue doti stradali che la rendono particolarmente adatta a questo impiego. Tre lustri caratterizzati non solo dalla comune criminalità, sempre più agguerrita e pericolosa (e che parimenti “apprezza” le doti dell’Alfetta), ma anche dagli “anni di piombo” del terrorismo, e poi dalle stragi di mafia, con il relativo strascico di sangue.

Carabinieri
Gli esemplari impiegati come Gazzelle sono caratterizzati dai nuovi colori di istituto introdotti proprio nel 1972, ovvero carrozzeria blu con tetto bianco. Nuova anche la sistemazione dei dispositivi luminosi sul tetto, che seguono uno schema tuttora in uso. I lampeggianti blu sono due, collocati ai lati del tetto in corrispondenza del montante centrale; l’antenna è montata tra i due lampeggianti; in corrispondenza dello specchio retrovisore interno, è montato il faro girevole. I rivestimenti interni sono in materiale sintetico antistrappo, conforme ai capitolati della Nato; il rivestimento del padiglione può essere aperto tramite cerniere lampo per accedere ai dispositivi montati sul tetto. L’impianto elettrico è modificato per l’installazione della radio trasmittente, della sirena (alloggiata nel cofano motore) e dei dispositivi luminosi; spesso sono presenti anche i fari antinebbia.

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Un’Alfetta 1800 in una foto ufficiale dell’Arma.

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Un bellissimo disegno tratto dalla quarta di copertina del calendario dell’Arma dei Carabinieri del 1978.

Ne sono acquistati circa 3700 esemplari fino al 1984, sempre con motore 1800.
Parecchi (ma il loro numero non è noto) anche gli esemplari acquistati in colori di serie. Quelli utilizzati come auto di servizio per ufficiali di grado elevato sono generalmente di colore blu e hanno targhe militari; altri, in vari colori e con targhe civili, sono impiegati come auto civetta e per servizi di scorta. Quanto alle versioni, in genere si tratta di 1.8, meno diffuse le 2.0; le vetture con blindatura sono sempre 2.0.

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Una Gazzella Alfetta 1.8 edizione 83 esposta nello stand del Club Lampeggiante Blu alla Fiera di Padova 2012. (foto “blackboxes66”)

Polizia
L’Alfetta è largamente impiegata in molteplici allestimenti, specifici in funzione del reparto di utilizzo.
Le auto nei colori di istituto vestono inizialmente la livrea verde oliva, con scritte e strisce bianche; all’inizio del 1976 viene adottata la nuova livrea bianca e azzurra tuttora in uso; gli esemplari già in servizio sono gradualmente riverniciati. Le Pantere, assegnate ai reparti della Squadra Mobile, della Squadra Volante e della Celere e ai commissariati, presentano le stesse modifiche delle Gazzelle dei Carabinieri, ad eccezione del lampeggiante blu (singolo al centro del tetto) e della mancanza del faro girevole sul tetto; l’antenna è montata anteriormente sul tetto, in corrispondenza dello specchio retrovisore interno.

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Una Pantera Alfetta 1800 nella livrea grigioverde del 1972. Questo esemplare ha prestato servizio nella Polizia Stradale ed è esposto nel suo Museo, che si ringrazia per la foto.

A partire dal 1978, la più compatta Giulietta rimpiazza l’Alfetta nei reparti e nei commissariati; alcuni lotti vengono però ancora acquistati per impieghi particolari; è il caso, ad esempio, di una serie di 2.0 blindate utilizzate a Roma per servizi di protezione.
Gli esemplari per la Polizia Stradale, caratterizzati dal simbolo del Centauro, aggiungono all’equipaggiamento delle Pantere un allestimento interno specifico, con soli tre posti nell’abitacolo, per fare spazio alle attrezzature per la rilevazione degli incidenti e per il primo soccorso. La Stradale è l’unico reparto della Polizia che acquista massicciamente l’Alfetta anche dopo il 1978, preferendola alla Giulietta grazie alla maggiore capienza dell’abitacolo e del bagagliaio. La versione di gran lunga più diffusa è la 1.8, utilizzata in tutte quattro le edizioni, ma per il pattugliamento in autostrada sono state impiegate anche alcune berline 1.6 (a partire dal 1975 in alcuni compartimenti del Veneto) e qualche sporadico esemplare di 2.0 TD (dal 1980 in diversi compartimenti).
Anche con i colori di serie l’Alfetta ha avuto largo impiego, sia come auto civetta a disposizione delle Questure (di solito si tratta di Alfetta 1.8, rare le 2.0), sia come auto di servizio per i funzionari di livello medio – alto; in questo caso sono diffuse le 2.0, alcune delle quali blindate. Curiosamente, dopo l’arrivo (nel 1976) delle nuove targhe posteriori componibili, che ne consentono il montaggio in orizzontale (soluzione adottata sulle auto vendute alla normale clientela), fino all’inizio degli anni Ottanta queste auto montano la targa su due righe, una caratteristica che le rende abbastanza riconoscibili.

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Un’Alfetta 1.8 edizione 77  ex Polizia Stradale, esposta nello stand della Polizia di Stato all’edizione 2014 della Fiera di Novegro (MI). (foto “blackboxes66”)

Guardia di Finanza
Le Alfetta 1800 e 1.8 della Guardia di Finanza hanno di norma lo stesso layout di quelle in dotazione alla Polizia (lampeggiante singolo e antenna sul tetto in corrispondenza dello specchio retrovisore interno); alcune però montano il faro girevole al posto dell’antenna. I colori di istituto prevedono la carrozzeria interamente blu con scritte gialle. Dal 1978 l’Alfetta 1.8 viene progressivamente sostituita dalle 2.0; in questo caso si è adottata la soluzione “Carabinieri” per i dispositivi luminosi (doppio lampeggiante blu e faro girevole)
Diffuse anche le 1.8 e 2.0 come auto di servizio per ufficiali di grado elevato; in genere di colore blu con targhe militari; rare quelle in altri colori di serie e targhe civili, e le blindate.

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Un’Alfetta 1.8 edizione 77 durante un’operazione di controllo della Guardia di Finanza. (foto ufficiale del Corpo)

Altri servizi di Stato
L’Alfetta è utilizzata anche come vettura di rappresentanza per le cariche dello Stato, particolarmente in versione 2.0; molte le blindate, con vari livelli di protezione. Di solito queste vetture hanno la targa civile Roma (sono intestate al Ministero dell’Interno).

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Palermo, 3/9/1982: in Via Carini la mafia uccide il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. A destra si vede Giovanni Falcone, accorso sul luogo della strage, appena sceso da un’Alfetta LI blindata. (foto La Stampa)

I Vigili del Fuoco impiegano alcune berline 1.8 e poi le 2.0 come vetture di servizio per funzionari di alto livello. Di colore rosso (con striscia bianca sulle fiancate a partire dagli anni Ottanta), adottano lo stesso layout dei dispositivi luminosi delle vetture in dotazione alla Polizia.

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Un’Alfetta edizione 83 ex Vigili del Fuoco, fotografata nel 1993 in un piazzale dello stabilimento di Arese insieme ad altri veicoli destinati alla demolizione. Probabilmente la vettura è stata impiegata per servizi interni alla fabbrica. Alla sua destra, uno dei dieci taxi Alfetta LI utilizzati per la sperimentazione del motore modulare nel 1981/1982. (foto Massimo)

L’Alfetta berlina è inoltre impiegata dal Corpo degli Agenti di Custodia (oggi Polizia Penitenziaria). Sono utilizzati esemplari in colori civili praticamente di tutte le serie, dapprima con motore 1800 e poi 2000.

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Un’Alfetta Quadrifoglio Oro edizione 83 ex Corpo degli Agenti di Custodia. La vettura è stata poi ritargata a seguito del cambio di denominazione in Polizia Penitenziaria. (Si ringrazia il Club Lampeggiante Blu)

Alcune città, ad esempio Bari, acquistano alcuni esemplari (1.6 o 1.8) per i Vigili Urbani. A differenza delle vetture impiegate dai corpi statali, non sono allestite direttamente dalla Casa, ma provengono dai concessionari e poi modificate da allestitori specializzati, che adottano diverse soluzioni per la sistemazione di lampeggianti e sirena; in genere le vetture sono di colore bianco o blu, con le decorazioni di istituto del Corpo applicate su carrozzeria e vetri.

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I Vigili Urbani di Bari hanno utilizzato alcuni esemplari di Alfetta 1.6 edizione 79. (foto reperita in rete; tutti i diritti riservati all’autore)

Corpi di polizia esteri
Anche diversi corpi di polizia esteri impiegano l’Alfetta 2.0: per esempio la Polizia svizzera in Canton Ticino, la Polizia giordana e la Polizia malese (in quest’ultimo caso le vetture sono assemblate localmente). La Polizia inglese testa una 2.0 L, ma poi la commessa non ha seguito.

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Un’Alfetta 2.0 della Polizia Cantonale ticinese. (foto reperita in rete; tutti i diritti riservati all’autore)

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La consegna di un’Alfetta edizione 82 alla Polizia di Amman, in Giordania. (foto reperita in rete; tutti i diritti riservati all’autore)

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Un’Alfetta 2.0 della Polizia della Malesia. (foto reperita in rete; tutti i diritti riservati all’autore)

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L’Alfetta 2000 L testata dalla Polizia inglese, assieme ad un’Alfasud Super 1.5, che si intravvede alla sua destra. (foto Quattroruote)


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