Le Alfetta per altri Paesi

Francia
Gli esemplari destinati alla Francia sono contraddistinti dalle parabole dei fari anteriori gialle, come richiesto dal codice della strada del tempo. Grande successo per i modelli diesel, un motore da sempre molto apprezzato dagli automobilisti francesi.

Alfetta75-F-th

Le due versioni dell’Alfetta berlina nel catalogo francese del 1975.

AlfettaGT75-F-th

L’Alfetta GT in una foto tratta dal medesimo catalogo.

Giappone
Le vetture straniere in Giappone non hanno mai avuto vita facile. Men che meno negli anni Settanta, in cui vige una notevole penalizzazione fiscale che le confina di fatto in una nicchia di mercato per un pubblico snob, disposto a pagare cifre notevoli pur di distinguersi. Per questo motivo, le auto di importazione sono spesso richieste con la guida a sinistra (in Giappone la circolazione, com’è noto, avviene a sinistra come in Gran Bretagna), molto gradita agli acquirenti poiché viene considerata un ulteriore segno di distinzione tipico delle auto di lusso. La normativa sulle emissioni è più restrittiva di quella europea, tuttavia l’Alfa Romeo riesce a rispettarla senza ricorrere all’iniezione, adottando semplicemente una taratura specifica dei carburatori; potenza e coppia restano invariate. Pertanto le Alfetta giapponesi (denominate Sedan e GT) sono inizialmente vendute con il motore 1800 e il corpo vettura dei modelli europei, a scelta con guida a destra o a sinistra. Dalla fine del 1975 sono affiancate dai modelli con specifiche USA (ma senza fari sealed beam, vietati in Giappone), disponibili con la sola guida a sinistra e motore 2000 catalizzato (110 CV). Il pubblico giapponese, da sempre molto sensibile ai problemi ambientali, predilige queste ultime, denominate semplicemente Alfetta Sedan 2.0 e Alfetta GT 2.0, nonostante il prezzo più elevato e le prestazioni inferiori rispetto alle originarie 1800. L’evoluzione di questi modelli è la stessa delle corrispondenti versioni europee e USA.

AlfettaGT-J762-th

Due bellissimi disegni tratti dal catalogo giapponese del 1976. A sinistra l’Alfetta GT 1800, a destra la GT 2.0 con motore catalizzato e specifiche USA.

Nel settembre 1977 l’Alfetta Sedan 2.0 è sostituita dalla nuova Alfetta Sports Sedan (Sports con la esse finale), praticamente identica alla Sport Sedan per gli USA ad eccezione dei fari anteriori, che sono quelli rettangolari dei modelli europei. Contemporaneamente l’Alfetta GT 2.0 assume la nuova denominazione Alfetta Sprint Veloce; meccanica e corpo vettura restano praticamente invariati, adottando le piccole modifiche (specchio esterno, cerchi in lega, eccetera) introdotte sulla Sprint Veloce USA. All’interno, vi è una particolarità nella strumentazione: il tachimetro presenta una curva bianca continua che unisce le tacche a partire dai 100 km/h, per ricordare al guidatore che quelle velocità sono proibite dal codice della strada giapponese. Il condizionatore d’aria è di serie su entrambe; molto apprezzato il cambio automatico, disponibile a richiesta sulla berlina.

Alfetta-Sports-Sedan-J-th

L’Alfetta Sports Sedan anno modello 1978. (foto ufficiale Alfa Romeo)

Alfetta-Sprint-Veloce-J78-th

L’Alfetta Sprint Veloce anno modello 1978. (foto ufficiale Alfa Romeo)

I modelli 1800 restano a catalogo fino alla fine del 1978, quando l’adozione delle severe norme antinquinamento americane mette fuori gioco le vetture a carburatori.
Alla fine del 1980 entrambe le Alfetta escono dai listini giapponesi, lasciando il posto alla nuova GTV 6 2.5. Quest’ultima, fari anteriori e tachimetro a parte, è identica al corrispondente modello per gli Stati Uniti e ne segue l’evoluzione.

Gran Bretagna e Irlanda
Nei primi anni di produzione, la composizione della gamma Alfetta per le isole britanniche non presenta differenze rispetto all’Italia; anche la tempistica di commercializzazione è praticamente la stessa. Le vetture presentano gli adattamenti tecnici e di equipaggiamento (guida a destra, strumentazione in miglia, cinture di sicurezza, specchio esterno, eccetera) richiesti dalle norme locali. Il cruscotto delle coupé presenta una particolarità: nello strumento dinanzi al guidatore è posto il tachimetro anziché il contagiri, spostato a sua volta al centro del cruscotto, in una posizione ben poco visibile. Viene così a mancare quel richiamo alle competizioni che altrove ha fatto digerire una soluzione che dal punto di vista pratico non è molto razionale, e che qui riceve pertanto giuste critiche da stampa e pubblico.

AlfettaGTV-GB-int

La plancia di un’Alfetta GTV per la Gran Bretagna. Si può notare la strumentazione con il tachimetro dinanzi al guidatore e il contagiri al centro. (foto ufficiale Alfa Romeo)

Da rimarcare l’attivismo dell’importatore locale, che fa allestire dalla Casa diverse serie speciali esclusive (la descrizione dettagliata si trova nella pagina “Le Alfetta a tiratura limitata”).
Alla fine del 1979 cessa la vendita delle berline 1.6 e 1.8 e della GT 1.6: la gamma Alfetta si riduce quindi ai soli modelli con motore 2000 a benzina, visto che i modelli a gasolio non vengono importati .
L’edizione 80 delle GTV introduce un’ulteriore particolarità, comune anche agli altri mercati con la guida a destra. Anziché adottare il disegno rinnovato della plancia introdotto nelle vetture con la guida a sinistra, mantengono la plancia dei modelli precedenti con la strumentazione divisa in due parti. Nel settembre 1981 la Casa riunisce la strumentazione modificando parzialmente la plancia, che assume un disegno veramente mal riuscito e che sa tanto di “arrangiamento” per spendere il meno possibile. Finalmente, con l’edizione 83, la plancia adotta la stessa estetica delle vetture con guida a sinistra.

Oceania
Le esportazioni verso Australia e Nuova Zelanda seguono di poco l’avvio della produzione; le vetture (guida a destra, strumentazione in km, cinture di sicurezza, specchio esterno e vetri atermici di serie) non si discostano a livello di meccanica rispetto agli esemplari venduti in Europa. Parte delle vetture sono assemblate nella fabbrica sudafricana dell’Alfa Romeo.
Le Alfetta, sia berlina che GT, sono subito apprezzate da stampa e pubblico malgrado il prezzo elevato, divenendo rapidamente automobili molto ambite e alla moda nonostante l’assenza del cambio automatico, tradizionalmente molto richiesto in questi mercati. Le versioni con motore 1600 non sono esportate; l’arrivo dei modelli con motore 2000 determina la fine delle vendite delle 1800.
Nel 1977 entra in vigore la nuova normativa australiana sul controllo delle emissioni (ADR 27 A), più severa di quella europea, che prevede un ulteriore abbassamento dei livelli massimi per il 1980. A differenza di altre Case, che eliminano dai listini le vetture a carburatore, l’Alfa Romeo riesce a rispettare entrambe le normative senza ricorrere all’iniezione, adottando semplicemente una messa a punto specifica dei carburatori. Dal 1978 la gamma è ridotta ai modelli con motore 2000 a benzina; le GTV edizione 80 sono importate a partire dall’autunno 1981 (fino a quel momento resta a listino l’Alfetta GTV 2000 L) e presentano la particolarità delle plance specifiche descritte nel paragrafo precedente. Dal 1985 le GTV 6 2.5 montano lo stesso motore catalizzato della versione USA (154 CV).

Sud Africa
A partire dal luglio 1973, le Alfa Romeo per il Sud Africa sono prodotte in loco, nella fabbrica di Brits (non molto lontano da Pretoria), che rifornisce anche altri Paesi africani con circolazione a sinistra e, parzialmente, l’Oceania. Proprio l’Alfetta è stata la prima Alfa Romeo ad essere costruita in Sud Africa.
Le Alfetta sono prodotte nelle cilindrate maggiori e fino alle edizioni 83 non presentano differenze significative rispetto ai modelli per le Isole britanniche, quindi le GTV e GTV 6 edizione 80 montano le plance specifiche, di cui si è parlato in precedenza. Con l’edizione 83, la gamma delle berline si restringe alla versione top di gamma, che assume la denominazione 159i, perdendo il nome Alfetta. Nel 1984 viene presentata la GTV 3.0, descritta in dettaglio nella pagina “Le speciali“. L’uscita di produzione dell’Alfetta e della GTV, avvenuta nel 1985, coincide con la chiusura della fabbrica di Brits.

159i-GTV6-85-SA-th

A sinistra la 159i, del tutto analoga alla nostra Alfetta Quadrifoglio Oro edizione 83 tranne per i cerchi specifici con mozzi a 5 bulloni. A destra la GTV 6 2.5 anno modello 1984. (immagini ufficiali Alfa Romeo Sud Africa)

Svezia
Le vendite dei modelli Alfetta iniziano in contemporanea con gli altri Paesi europei; le vetture destinate alla Scandinavia fin da subito presentano alcune differenze meccaniche e di allestimento, sia per adattarsi al clima artico, sia per soddisfare le normative locali su sicurezza ed emissioni. Dal punto di vista meccanico, dispongono di una messa a punto specifica dei carburatori per funzionare senza problemi alle temperature più rigide. Come richiesto dal codice della strada di questi Paesi, la dotazione di serie di tutti i modelli prevede anche l’impianto tergifari a spazzole rotanti (di produzione Siem), lo specchio esterno lato passeggero, i paraspruzzi e le cinture di sicurezza anteriori e posteriori. I modelli con motori 1600 non vengono importati; l’arrivo delle Alfetta 2000 sancisce la fine delle vendite delle 1800.
La berlina 2000 presenta una particolarità dovuta all’indisponibilità di tergifari adatti ai grossi fari rettangolari, che obbliga l’Alfa Romeo a montare due coppie di fari gemellati rotondi come sul modello per gli USA, sui quali vengono applicati i tergifari rotanti della Siem. Tale particolarità rimane fino alla comparsa dell’edizione 82, sulla quale sono montati i tergifari a spazzola; le Quadrifoglio Oro mantengono ovviamente i fari tondi e i tergifari rotanti.
Anche in Scandinavia sono in vigore norme più restrittive in materia di emissioni: a partire dal settembre 1977, entra in vigore la normativa svedese denominata F 40 e recepita anche dagli altri due Paesi scandinavi; nel settembre 1979 i limiti massimi sono ulteriormente ridotti. Anche in questo caso l’Alfa Romeo riesce a rispettare le normative senza dover ricorrere all’iniezione, con una taratura specifica dei carburatori. Le vetture a gasolio non hanno un gran mercato in Scandinavia, in pratica sono usate quasi esclusivamente come taxi: pertanto l’Alfa Romeo rinuncia a importare le Alfetta turbodiesel.

Motor-7-78-2-th

L’Alfetta 2000 usata nella prova su strada pubblicata su Motor del 30 marzo 1978. Si notano i quattro fari rotondi con le spazzole dei tergifari montate al centro.

Svizzera
Nel 1982 entra in vigore una nuova normativa sulle emissioni, molto simile a quella in vigore in Scandinavia. Le Alfetta edizione 82 e 83 (sono vendute soltanto le 1.8 e 2.0 a benzina) e le GTV 2.0 hanno quindi una messa a punto specifica della carburazione. Montano inoltre le cinture di sicurezza posteriori di serie. Dal 1985, le GTV 6 2.5 montano lo stesso motore catalizzato della versione USA (154 CV).


Scrivi un commento

Questo sito usa cookie tecnici per fornire alcuni servizi. Continuando la navigazione ne consentirai l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi