Elaborate e personalizzate

Balduzzi (Italia)
Santino Balduzzi è un nome che non ha bisogno di presentazioni. Dalla sua officina di Lodi sono uscite Alfa da competizione che a volte hanno battuto anche le vetture ufficiali.  Per l’impiego stradale propone diversi livelli di elaborazione per l’Alfetta: il primo consiste nella lavorazione della testata con lucidatura e raccordatura dei condotti e messa a punto specifica. Il 1800 raggiunge così 128 CV, con una spesa (nel 1976) di 100.000 lire. Il secondo livello aggiunge la sostituzione degli alberi a camme e dei getti dei carburatori. La potenza sale a 175 CV, per un costo di 175.000 lire. La terza e più sofisticata elaborazione prevede anche la lavorazione della testata più accurata e alberi a camme dal profilo più spinto: si ottengono così 146 CV (sempre sul 1800); il prezzo è di 300.000 lire.

Bell & Colvill (Gran Bretagna)
Nel 1979 i preparatori Bell & Colvill, in collaborazione con Mathwall Engineering, progettano e commercializzano direttamente una versione sovralimentata dell’Alfetta GTV. Le modifiche al motore prevedono l’adozione di due carburatori SU, pistoni forgiati forniti dalla Cosworth e un radiatore per l’olio; il turbo è un Garrett. Con un rapporto di compressione di 7,2:1, la potenza è di 175 CV @ 5500 giri. L’assetto prevede ammortizzatori Koni e cerchi in lega con pneumatici Pirelli P6 205/60 VR 15 oppure Pirelli P7 225/50 VR 15. Nel 1980 il prezzo di vendita (nel 1979) è di 9.995 sterline. La vettura è stata provata dalla rivista inglese Autosport, che rileva una velocità massima di 130 mph (208 km/h), che avrebbe potuto essere ancora migliore con una quinta marcia un po’ più lunga (i rapporti sono quelli di serie), e un’accelerazione sul km da fermo di 27,7 secondi e da 0 a 160 km/h in 22 secondi netti. Non è noto il numero di esemplari realizzati.

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Un’Alfetta GTV elaborata da Bell & Colvill. (foto Autosport)

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Il vano motore della vettura. (foto Autosport)

Beninca Motors (Australia)
Fondata nel 1951 da Agostino Beninca, la Beninca Motors è uno dei più noti preparatori australiani di vetture da competizione, specializzata in Alfa Romeo. Nel 1981 realizza una versione sovralimentata dell’Alfetta GTV (ma la stessa elaborazione può essere eseguita anche sulla berlina): alimentato da due carburatori Dell’Orto, il 4 cilindri di due litri arriva a sviluppare ben 240 CV @ 5400 giri, con una coppia massima di 28 Kgm @ 3300 giri.  Nell’agosto 1981 la vettura è stata testata dalla rivista Motor Manual, che ha rilevato 230 km/h di velocità massima, accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi e un consumo compreso tra 9 e 15,4 l/100 km. Purtroppo non sono disponibili informazioni sul numero di esemplari realizzati.

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Il sommario del numero di agosto 1981 di Motor Manual, in cui viene presentata l’Alfetta GTV Turbo di Beninca Motors.

Gleich (Germania)
Dieter Gleich commercializza dal giugno 1982 una GTV 6 con motore portato a 2782 cm3. Con un rapporto di compressione di 10,5:1, il V6 sviluppa 191 CV @ 6300 giri e una coppia di 24,6 kgm @ 4200 giri. La velocità massima è di 231 km/h, con un’accelerazione da 0 a 100 Km/h in 6,9 secondi e sul km da fermo in 27,7 secondi. L’anno successivo Gleich offre anche una versione più spinta, con 243 CV @ 7500 giri; in questo caso sono montati cerchi 7 X 15 con pneumatici 225/50 VR 15. Non è noto il numero di esemplari realizzati; alcune fonti parlano di una cinquantina in tutto.

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Una GTV 6 2.8 Gleich (foto Auto Zeitung)

Hackner (Germania)
Le proposte di Hackner sono rivolte più alla personalizzazione dell’interno e della meccanica più che alla carrozzeria. Per le GTV dall’edizione 80 in poi propone una console centrale adatta ad ospitare due strumenti supplementari e i box portacassette, diversi modelli di volante in pelle, cerchi in lega leggera parzialmente verniciati nei colori della carrozzeria per pneumatici 225/50 VR 15, assetti sportivi, fendinebbia e specchio destro elettrico.

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La GTV 6 2.5 di Hackner all’esterno non si discosta molto dal modello di serie. Più marcate le modifiche all’interno, con la nuova console centrale che ospita due strumenti supplementari e il portacassette Fischer C-Box. (immagini tratte dal catalogo del 1985)

Koenig (Germania)
Nel 1975 Walter Koenig, agli inizi della sua attività di preparatore, rivolge la sua attenzione all’Alfetta trapiantando il motore della 2000 GTV nel corpo vettura della GT. Il motore dispone di una messa a punto particolare che  privilegia la coppia a discapito di qualche cavallo di potenza: i dati dichiarati sono 126 CV @ 5700 g/min. e 19,2 kgm @ 4500 g./min.. Invariato il resto della meccanica. Il prezzo della modifica nel 1976 è di 3250 marchi (la vettura nuova costa 20000 marchi). L’arrivo dell’Alfetta GTV 2000 di serie restringe le prospettive commerciali della realizzazione di Koenig a chi già possiede un’Alfetta GT 1800 (o una 1.6) e desidera prestazioni migliori senza dovere cambiare auto.
La vettura è provata da Sport Auto (fascicolo di luglio 1976) e messa a confronto con la GT 1800: interessante il miglioramento nelle prestazioni e anche nei consumi. I dati rilevati sono i seguenti (tra parentesi quelli dell’Alfetta GT 1800): velocità massima 198,9 (192,5) km/h; accelerazione 0-100 km/h 9,4 (10,5) sec.; km da fermo 30,9 (32) sec.; ripresa 50-140 km/h in V 33,4 (37,4) sec.; consumo medio 11,9 (13,1) l/100 km.

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L’Alfetta GT Koenig durante la prova di Sport Auto.

Lester (Italia)
Sulla scia della moda dei frontali con doppi fari rettangolari, scoppiata all’inizio degli anni Ottanta, l’azienda di Trecate (NO) ha realizzato una mascherina per le berline Alfetta 2.0 ed edizione 82 e 83, con quattro fari rettangolari Carello e scudetto Alfa Romeo integrato. Attualmente è esaurita.

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Un’Alfetta 2000 L con la mascherina a quattro fari Lester. (foto reperita in rete; tutti i diritti riservati all’autore)

Lester ha tuttora in catalogo due kit per la carrozzeria delle coupé Alfetta; è possibile acquistare i kit completi oppure le singole componenti. Il primo è adatto ai modelli con paraurti in acciaio e si compone di paraurti anteriore e posteriore in plastica con appendici aerodinamiche integrate, codolini per i parafanghi, minigonne laterali, spoiler posteriore, griglia parasole per il lunotto e una gobba da applicare al cofano anteriore, molto vistosa.
Il secondo, più sobrio e riuscito, si monta sulle GTV dall’edizione 80 in poi; è composto da paraurti anteriore con spoiler integrato, codolini per i parafanghi, minigonne laterali, spoiler posteriore da applicare al labbro del portellone e paraurti posteriore con fascione.

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La personalizzazione per l’Alfetta GT/GTV (immagini tratte dal catalogo Lester)

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Diverso e più sobrio il kit per le GTV a partire dall’edizione 80. (immagini tratte dal catalogo Lester)

Luicar (Italia)
Luicar (acronimo dei nomi dei due titolari, Luigi De Franceschi e Carlo Meroni) è un preparatore milanese ben noto negli anni Settanta per le sue realizzazioni per uso agonistico, in particolare per le vetture che gareggiavano nei campionati Turismo.
Per il motore Alfetta propone la lavorazione della testata, la sostituzione degli alberi a camme ed il montaggio di due carburatori Weber 45 DCOE: sul 1800 si ottenegono 143 CV, con un prezzo (nel 1976) è di 300.000 lire

MK (Francia)
Kit per la carrozzeria molto vistoso, comprendente paraurti anteriore con spoiler, parafanghi allargati, minigonne laterali, alettone posteriore integrato nei parafanghi e paraurti posteriore con fascione inferiore.

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Il kit MK in un’immagine tratta dal catalogo del 1984.

S. & J. Motor Engineers (Gran Bretagna)
Piccola azienda inglese con sede a Battle, nell’East Sussex fondata nel 1984 da Simon Hilton, realizza due kit car con parti meccaniche e di carrozzeria di derivazione Alfetta GT. Il primo modello, denominato Milano Drop Head Coupé compare nel 1984; il kit prevede la fornitura del telaio tubolare e della carrozzeria aperta in vetroresina, progettati dalla S. & J., mentre motore, sospensioni, freni, sterzo, parabrezza, vetri delle porte, altre minuterie di carrozzeria e interni provengono dalla vettura donatrice, che può essere qualsiasi modello di Alfetta GT o GTV. Alcuni esemplari mantengono il frontale originale dell’Alfetta GT; altri ne adottano uno più allungato con fari a scomparsa. L’abitabilità prevede un sedile posteriore adatto per due bambini; con il serbatoio mezzo pieno la distribuzione dei pesi è al 50% su ciascun asse; le dimensioni in cm (riferite alle vetture con il frontale “lungo”) sono 432 di lunghezza, 167 di larghezza e 127 di altezza; il peso a vuoto è di 1050 kg; Con il motore 2000 da 130 CV la Casa dichiara 190 km/h di velocità massima, un’accelerazione 0-100 km/h in 8,5 secondi ed un consumo d’uso compreso tra 9,4 e 12,8 l/100 km. Su richiesta la vettura può essere acquistata già assemblata dalla S. & J.; tra vetture finite e kit di montaggio ne vengono prodotti 43 esemplari fino al 1986.

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Una Milano Drop Head Coupé con il frontale di serie. Questa vettura monta il motore V6 3000 e fa parte della collezione Alfa Blue Team. (foto “blackboxes66”)

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La parte posteriore e l’interno della stessa vettura.  (foto “blackboxes66”)

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Una Milano Drop Head Coupé con il frontale allungato con i fari a scomparsa. (Si ringrazia il sito All Car Index)

Nel 1985 è presentata la Sportiva, meccanicamente analoga alla Milano, ma con una carrozzeria completamente diversa, vagamente ispirata alla Lotus Elan degli anni Sessanta e senza più parti in comune con la vettura d’origine; ne vengono realizzati solo cinque esemplari fino al 1986, allorquando la S. & J. Motor Engineers chiude i battenti. Nel 1999 Lee Smith, titolare della Auto Blast di Birmingham ha tentato, senza successo, di riavviarne la produzione.

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Una delle cinque Sportiva costruite. (Si ringrazia il sito All Car Index)

Stand 21 (Francia)
Nota industria francese di accessori per auto, propone un kit estetico per le GTV dall’edizione 80 in poi, composto da spoiler anteriore, minigonne laterali e fascione da montare sotto il paraurti posteriore. Sono inoltre disponibili i cerchi in lega leggera da 14 e 15 pollici, predisposti per essere parzialmente verniciati nel colore della carrozzeria. Grazie all’accordo con Alfa Romeo France il kit è venduto dai concessionari ed equipaggia la serie speciale Production, descritta in dettaglio nella pagina “Le Alfetta a tiratura limitata”.

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Il kit di Stand 21. (immagini tratte dal catalogo del 1984)

Zaghet & Pavanello (Italia)
Preparatore di Sacile (PN), elabora i motori Alfetta 1800 e 2000. Le modifiche consistono nella lavorazione della testata, la sostituzione degli alberi a camme ed il montaggio di due carburatori Weber 45 DCOE: si ottenegono ben 155 CV @ 6400 giri per il 1800 e 165 cv @ 6200 per il 2000. Il prezzo (nel 1976) è di 350.000 lire.

Zender (Germania)
Zender è una delle più famose ed autorevoli “firme” tedesche nel campo delle personalizzazioni, con proposte di elevato livello qualitativo. Per la GTV edizione 80, Zender sviluppa un gradevole body kit che prevede nuovi paraurti, minigonne, spoiler posteriore e, per il modello a 6 cilindri, una “gobba” per il cofano assai più riuscita di quella di serie. Molto belli anche i cerchi in lega leggera carenati, disponibili da 15 e da 16 pollici in alternativa ai classici ATS a raggi incrociati. Zender offre anche la possibilità di incrementare la cilindrata della GTV 6 a 2800 cm3, ottenendo 215 CV @ 6500 giri ed una coppia di 24,9 kgm @ 5100 giri. Il catalogo consente numerose possibilità di personalizzazione anche per l’interno, ad esempio sedili più profilati rivestiti in stoffa speciale. Grazie all’accordo con Alfa Romeo Vertriebs, importatore dell’Alfa Romeo, i prodotti Zender sono venduti in Germania dalla rete ufficiale, usufruendo della garanzia della Casa.

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La copertina del catalogo Zender del 1985 dedicato alle Alfa Romeo.


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