Orazio Satta Puliga

Probabilmente Orazio Satta Puliga è stato colui che più di tutti ha incarnato lo spirito Alfa Romeo. Su una parete del Museo di Arese è riportata questa sua citazione: 

(foto “blackboxes66”)

Nato a Torino nel 1910, si è spento a Milano, stroncato da un male incurabile, nel 1974, lasciando un vuoto tecnico e umano mai più colmato.
Per descrivere la sua persona, niente di meglio di un articolo apparso su Il Quadrifoglio del giugno 1974, il primo numero uscito dopo la sua morte, trascritto integralmente qui sotto.

Giulietta, Giulia e Alfetta hanno un padre:
ORAZIO SATTA

Il 22 marzo scorso è morto a Milano Orazio Satta Puliga, Vice Direttore Generale dell’Alfa Romeo. L’Ingegner Satta è stato il principale artefice di tutti i progetti degli autoveicoli dell’Alfa Romeo nel dopoguerra. La sua morte è stata una perdita molto grave non soltanto per l’Alfa Romeo ma per l’automobilismo mondiale.
Nato a Torino 63 anni fa, Orazio Satta conseguì nella sua città una prima laurea in ingegneria meccanica e una seconda in ingegneria aeronautica presso il Politecnico di cui divenne assistente alla cattedra motori.
Nel 1938 lasciò le aule universitarie per la fabbrica. Assunto dall’Alfa Romeo presso l’Ufficio Studi Speciali del Servizio Progettazione, nel ’46 gli vennero affidati tutti i settori Progettazione ed Esperienze, dei quali rimase poi sempre responsabile. Sotto la sua direzione sono state ideate e messe a punto tutte le vetture sportive e di serie del dopo­guerra e tutti i veicoli industriali Alfa Romeo.
Nel 1946 l’Alfa Romeo non era certo una industria automobilistica di grandi dimensioni. Il principale settore produttivo in cui operava era quello dei veicoli industriali e i suoi impianti erano stati gravemente danneggiati dalla guerra.
Per ricostruire l’azienda, e darle solide prospettive di sviluppo, si puntò soprattutto sulle vetture. La motorizzazione di massa era all’inizio in Italia e in numerosi paesi europei ed esistevano quindi ottime possibilità di mercato. L’Alfa Romeo aveva inoltre una preziosa esperienza nel settore, acquisita costruendo vetture sportive e di prestigio.
Orazio Satta seppe valorizzare la tradizione e le esperienze della Casa e farne le basi su cui innestare sia la costruzione di prestigiose auto da corsa, che tenessero alto il nome Alfa Romeo in campo sportivo, sia una produzione di ottime vetture di serie, con standards qualitativi molto elevati e prestazioni eccellenti, ma adatte anche alle esigenze dell’automobilista comune.
All’ingegner Satta – progettista di eccezionali capacità, attento non soltanto al fatto tecnico, ma anche a quelli economici e sociali e, più in generale, a quelli umani – si devono la “Freccia d’Oro”, nuova edizione della Berlina 2500 cc; i perfezionamenti del­la vettura da corsa “158” (con compressore ad uno stadio), la sua trasformazione in “159” (con doppio stadio di compressore), vettura con cui vennero vinti 2 titoli mondiali nel 1950 e nel 1951; la 1900; la Giulietta; la 2000 del 1957, poi sostituita dalla 2600; la Giulia; la 1750; la nuova 2000; la Montreal; l’Alfetta; e tutti i modelli sportivi, coupé e spider, derivati da queste famiglie fino all’ultima nata Alfetta Gran Turismo.
Dal lungo elenco delle “creature” dell’ingegner Satta emerge con evidenza la portata del contributo dato alle fortune dell’Alfa Romeo nel periodo essenziale della sua trasforma­zione in grande industria automobilistica.
Le eccezionali doti tecniche di Orazio Satta Puliga sono note in tutto il mondo. Ma non era soltanto un tecnico, era anche uno studioso ed un umanista, amante della musica e della arte.
La sua vasta e profonda cultura, dalla quale poteva trarre spunti ed ispirazioni per il suo lavoro di progettista, affiorava continuamente parlando con lui. E non era sfoggio e presunzione; era il suo modo di essere. Per questo a noi piace ricordare di questa figura nobilissima di studioso e di realizzatore anche le doti di cuore. Per lui i collaboratori erano cari amici ai quali voleva bene. E chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui, lo ricorda con simpatia e sincera stima.

L’Ingegner Satta vicino all’Alfetta 159 due volte campione del mondo. Sotto la guida tecnica dell’lngegner Orazio Satta sono state ideate e messe a punto tutte le vetture sportive e di serie del dopoguerra. (Foto tratta da Il Quadrifoglio di giugno 1974)


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