Quattroruote le ha giudicate così: i riassunti delle prove su strada

Pubblichiamo un riassunto delle prove su strada effettuate da Quattroruote. Cliccando qui è possibile visualizzare la tabella (in formato pdf) con i principali dari rilevati nel corso delle prove su strada. Tutti i diritti appartengono a Editoriale Domus.
I vecchi fascicoli di Quattroruote sono facilmente reperibili (anche se a prezzi non sempre contenuti) sia nelle mostre scambio, sia nei siti di compravendita online.

Giugno e luglio 1972: AlfettaQR-prova-72-6-7-th

Quattroruote pubblica la prova della nuova Alfa Romeo poche settimane dopo al presentazione, dedicandole un super servizio in due puntate. Nella prima viene analizzato il corpo vettura, con giudizi molto buoni; nel secondo le prestazioni e il comportamento stradale. Per dare maggiormente l’idea dei progressi compiuti, le prestazioni rilevate sono messe a confronto con quelle della precedente 1750, che era il punto di riferimento della categoria: netti i miglioramenti in accelerazione e soprattutto nei consumi. Il comportamento stradale è stato giudicato eccellente sotto ogni punto di vista; unico difetto di una certa rilevanza, la manovrabilità del cambio, appena discreta e nettamente inferiore a quella delle Giulia e 1750/2000.

Dicembre 1974: Alfetta GTQR-prova-74-12-th

Qualche mese dopo la presentazione, ecco la prova della coupé. Il corpo vettura è promosso, sia pure con qualche riserva per alcune soluzioni estetiche e soprattutto per la plancia, originale ma poco pratica per la non intuitiva consultazione della strumentazione posta al centro del cruscotto. Quanto alle prestazioni e al comportamento stradale, ricalcano quanto rilevato sulla berlina, con il solo progresso nella velocità massima, ottenuto grazie all’aerodinamica più favorevole.

Maggio 1975: Alfetta 100.000 kmQR-prova-75-5-th

Non si tratta di una prova vera e propria, ma un servizio volto ad accertare come si comporta un’Alfetta dopo 100.000 km. I dati rilevati, messi a confronto con quelli della prova del 1972, evidenziano come il decadimento dovuto all’usura sia impercettibile, sia per le prestazioni pure che per i consumi. Inoltre la meccanica della vettura è stata smontata completamente per verificarne le condizioni: l’usura è contenuta a livelli bassi e consente ancora una lunga percorrenza residua.

Giugno 1977: Alfetta 2000QR-prova-77-6-th

La prova mette in evidenza il cambiamento di personalità dell’Alfetta berlina, che ha perso un po’ di sportività per acquistare un aspetto più “borghese” che strizza l’occhio ad un pubblico meno appassionato e proietta la vettura in una fascia di mercato superiore. Tuttavia, si rileva che le finiture e certe soluzioni estetiche dell’abitacolo ancora non sono al livello della migliore concorrenza. Quanto alle prestazioni, in pratica ripetono quelle della originaria 1800, ottenute però con una maggiore elasticità e con consumi inferiori; in ogni caso sono ai vertici della categoria due litri. Il comportamento stradale è, se possibile, migliorato ancora, ed è indicato come punto di riferimento della categoria. Manovrabilità del cambio leggermente migliorata ma ancora perfettibile.

Marzo 1979: Alfetta GTV 2000 LQR-prova-79-3-th

Dopo quasi cinque anni Quattroruote riprende contatto con la coupé Alfetta, nel frattempo evolutasi con il motore di due litri recentemente potenziato a 130 CV; gli allestimenti risultano un po’ più curati, ma non hanno cambiato la sostanza del corpo vettura. La rivista evidenzia come proprio quest’ultimo sia la parte meno riuscita della vettura, con l’estetica che inizia a mostrare il peso degli anni e una finitura e una dotazione di accessori sicuramente migliorabili. Nulla da ridire, invece, sulle prestazioni, che, sebbene simili alla precedente 1800, rappresentano il vertice della categoria, e  sul comportamento stradale, sempre esemplare. L’unica critica è rivolta alla solita manovrabilità del cambio, che nonostante le modifiche apportate rimane solo discreta.

Giugno 1979: Alfetta GTV TurbodeltaQR-prova-79-6-th

Poche parole sul corpo vettura, se non per sottolineare l’aspetto reso eccessivamente vistoso e l’allestimento inadeguato al prezzo e ai contenuti tecnici. Lodi per il motore e le prestazioni (messe a confronto con le altre 2000 turbo, ovvero la Porsche 924 e la Saab 900); qualche riserva sulla scelta di mantenere assetto, pneumatici e freni della GTV aspirata: svolgono bene il loro lavoro, ma una vettura di tale livello avrebbe meritato di meglio.

Febbraio 1980: Alfetta GTV 2000 LQR-prova-80-2-th

Prova confronto tra l’Alfetta GTV 2000 L e la Lancia Beta Coupé 2000. Entrambe hanno qualche anno di vita sulle spalle, ma il corpo vettura della Lancia è complessivamente migliore, tranne che nell’abitabilità posteriore. Per le prestazioni, prevalenza di misura dell’Alfetta; comportamento stradale ottimo per entrambe, nonostante la differente impostazione tecnica. Le prestazioni dell’Alfetta ovviamente sono le stesse rilevate nel corso della prova su strada pubblicata sul fascicolo di marzo 1979, alla quale occorre fare riferimento  nella consultazione della tabella con i dati.

Maggio 1980: Alfetta 2000 LQR-prova-80-5-th

Dopo quasi due anni dalla presentazione, Quattroruote prova la versione evoluta dell’Alfetta 2000; l’esemplare utilizzato per il test è stato prodotto alla fine del 1978 e non dispone quindi dei piccoli aggiornamenti apportati nel settembre 1979, modifiche peraltro ininfluenti ai fini della valutazione del corpo vettura. Nonostante i progressi fatti, l’Alfetta continua a non brillare quanto a finiture; anche la dotazione di serie, ottima dal punto di vista meccanico, non eccelle per gli accessori dedicati al confort. Le prestazioni sono leggermente migliorate rispetto alla precedente versione da 122 CV, con una buona riduzione del consumo; frenata sempre ottima, manovrabilità del cambio sempre migliorabile. Le modifiche apportate all’assetto hanno reso il comportamento stradale meno sportivo ma sempre sicuro e alla portata anche dei guidatori meno esperti.

Agosto 1980: Alfetta 2.0 Turbo DQR-prova-80-8-th

La prima turbodiesel “sportiva” attira subito l’attenzione della stampa specializzata: Quattroruote si affretta a sottoporre al test uno dei primi esemplari di serie. L’analisi del corpo vettura è ovviamente stringata, visto che non c’è nulla di nuovo rispetto al noto modello a benzina; la rivista mette in evidenza una certa contraddizione tra la sportività di fondo del modello originario e la destinazione ai grandi viaggiatori, solitamente molto più attenti al confort. Solo elogi per il motore e le prestazioni, anche se la ripresa risente del particolare comportamento del motore turbocompresso; per il resto niente di nuovo, se non l’eccessiva pesantezza dello sterzo dovuta al maggior peso gravante sull’avantreno; il servocomando, che risolverebbe ogni problema, non è disponibile neppure a richiesta.

Agosto 1981: GTV 2.0 e GTV 6 2.5QR-prova-81-8-th

Da pochi mesi sul mercato, la rinnovata coupé Alfetta sta conoscendo un buon successo commerciale, grazie soprattutto al modello a sei cilindri. Il corpo vettura non entusiasma la redazione: le modifiche del restyling non ne hanno migliorato l’aspetto esterno. All’interno, è apprezzabile la nuova plancia, più razionale della precedente, ma l’allestimento non è adeguato alla concorrenza né al prezzo di vendita. Per la parte meccanica e prestazionale, la 2000 conferma le sue qualità, mentre la 2500 entusiasma per le doti del motore, che consentono prestazioni di grande rilievo. La GTV 6 2.5 è sottoposta anche al giudizio di Carlos Reutemann, che promuove senza riserve il motore (“un vero gioiello”), prestazioni e comportamento stradale, mentre rimane più tiepido sul corpo vettura, che anche a suo parere dovrebbe essere modernizzato.

Marzo 1982: Alfetta 1.6 e 2.0QR-prova-82-3-th

Da pochi mesi sul mercato, l’edizione 82 dell’Alfetta berlina ha introdotto diverse modifiche al corpo vettura (finalmente unificato per tutti i modelli, sia pure con differenze di equipaggiamento) e  alla meccanica (rapporti del cambio allungati e assetto rivisto). Quattroruote riserva i soliti giudizi all’estetica, non più modernissima ma ancora apprezzabile, e all’allestimento interno, migliorabile per il livello di finitura. Notevole la dotazione di serie della 2.0, che ora comprende accessori, quali i vetri elettrici, ormai indispensabili in questa categoria. Le modifiche meccaniche non hanno intaccato le prestazioni pure, ma hanno reso la guida assai meno sportiva, soprattutto per l’assetto ormai votato primariamente verso il confort. Il comportamento stradale rimane sicuro, ma la vettura ha perso quella prontezza che la caratterizzava e che tanto piaceva all’acquirente tipo di un’Alfa Romeo.

Ottobre 1983: Alfetta 2.4 turbo dieselQR-prova-83-10-th

Finalmente disponibile con una cubatura più elevata, l’Alfetta a gasolio viene sottoposta di nuovo al responso degli strumenti di Quattroruote insieme alla Giulietta 2.0 turbo diesel, che ha ereditato il precedente motore dell’Alfetta. Nonostante il restyling dell’edizione 83, il corpo vettura mostra inesorabilmente l’anzianità progettuale; i pochi interventi estetici ne hanno appesantito l’aspetto senza riuscire a dissimulare il peso degli anni. Migliore il giudizio sui nuovi interni: la nuova plancia è bella e funzionale (tuttavia alcuni comandi, come quelli degli alzacristalli elettrici sul padiglione, sono poco funzionali), mentre la dotazione di serie e la finitura sono buone. Ottimo il nuovo motore, molto più elastico del 2000 e con una potenza adeguata alla cilindrata; invariato il comportamento stradale. Nonostante le buone qualità dello sterzo, l’assenza del servocomando, non disponibile nemmeno a richiesta e presente su tutte le concorrenti, ormai non è più accettabile. 

Novembre 1983: Alfetta Quadrifoglio OroQR-prova-83-11-th

L’altra grande novità dell’edizione 83 dell’Alfetta berlina è la Quadrifoglio Oro. Rispetto alla precedente, introduce due innovazioni tecniche di grande rilievo, ovvero l’iniezione Bosch Motronic e il variatore di fase, che riportano all’Alfetta la supremazia tecnica, un po’ appannatasi negli ultimi anni. Purtroppo il corpo vettura mostra i suoi limiti dovuti all’età, ma in questa versione top appare più gradevole e moderno rispetto agli altri modelli; anche l’interno risulta ben finito con una dotazione di serie ottima. Gli aggiornamenti apportati al noto bialbero di due litri hanno giovato parecchio: le prestazioni ricalcano quelle dei modelli precedenti, ma quanto a piacevolezza di guida il progresso è netto e ora l’Alfetta Quadrifoglio Oro ha pochi rivali; buono anche il consumo. Per il resto, tutto invariato o quasi; l’assenza del servosterzo è l’unica pecca di un’auto che ha raggiunto la piena maturità.


Scrivi un commento

Questo sito usa cookie tecnici per fornire alcuni servizi. Continuando la navigazione ne consentirai l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi